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"Idrogeologia e Carsismo del Territorio dei Moti Ruffi"
 

La natura geologica dell'area è causa di alcuni aspetti peculiari del territorio, facilmente osservabili da chi percorre questi luoghi.
La presenza di rocce calcaree massive ha permesso lo sviluppo di azioni erosive di tipo carsico, con formazione di aspetti del paesaggio caratteristici. L'azione erosiva carsica si esplica attraverso il processo di dissoluzione del carbonato di calcio, costituente principale delle rocce descritte, ad opera delle acque meteoriche aggressive (per la presenza naturale di anidride carbonica), che trasformano chimicamente il carbonato di calcio in bicarbonato, solubile in acqua e quindi asportabile. Tale processo origina particolari forme superficiali ben evidenti sulle rocce calcaree affioranti: "le scannellature", "i solchi carsici o docce", "i campi carreggiati", dovuti all'intersezione di più solchi.
Queste forme carsiche superficiali ospitano gli "acquari", piccole cavità dove si accumula l'acqua, e cheerano punto di riferimento per i pastori. A volte gli acquari sono così stretti che l'acqua poteva essere prelevata solo tramite una cannuccia, in genere ricavata dal gambo delle graminacee. Gli acquari erano ben presenti e dislocati lungo il territorio ed ognuno doveva avere cura di tenerli
puliti, soprattutto nei periodi di secca. Dopo le piogge inol tre, l'acquaro veniva ricoperto con pietre e fogliame, per
ridurre l'evaporazione dell'acqua all'interno e per evitare che si sporcasse.

Il processo di erosione carsica determina inoltre l'accumulo di "terre rosse", sedimenti tipici delle zone car-siche, costituiti dalle impurità insolubili contenute nei calcari, e concentrati in particolare sul fondo delle principali aree vallive e delle doline (depressioni più o meno circolari derivanti dalla dissoluzione lenta e diffusa dei calcari ad opera delle acque che ristagnano intorno ad una cavità, o originate per crollo di una cavità carsica sotterranea). Le terre rosse sono impermeabili a causa della presenza di minerali argillosi, di forma lamellare, le cui superfici aderiscono perfettamente non lasciando vuoti, ed impedendo di fatto il passaggio dell'acqua. Il loro accumulo sul fondo delle doline spesso origina laghetti temporanei, soprattutto in occasione di intense precipitazioni.
Un altro aspetto che arricchisce il territorio è legato alla frequente presenza di sorgenti; infatti le rocce calcaree, permeabili all'acqua per la loro intensa fratturazione e fessurazione, costituiscono ottimi

nei. Questi serbatoi sono chiusi lateralmente ed in profondità dalla rocce marnose, poco permeabili per la presenza di minerali argillosi, e che quindi costituiscono un limite allo scorrimento delle acque sotterranee. Al contatto tra rocce calcaree e rocce marnose spesso si originano sorgenti di alta quota, quindi di limitata portata, situate in particolare nel settore settentrionale, tra i paesi di Sambuci, Saracinesco e Anticoli Corrado, e lungo le principali valli del settore centrale Valle Figuzza, la Retommella, il Merro. Inoltre sono presenti sorgenti di portata media ed elevata, situate ai piedi dei rilievi montuosi lungo i bordi orientale e meridionale della dorsale dei Monti Ruffi, tra i paesi di Cerreto Laziale e Rocca Canterano, e lungo i rilievi arenacei tra Canterano e Anticoli Corrado. In particolare sono da segnalare le sorgenti minerali di Marano Equo.