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Rocca Canterano divenuta cosi uno dei più grossi paesi di quelle contrade, non è rimasta priva di persone illustri per ingegno, dottrina e dignità. Infatti riscontrando in proposito l'opuscolo pubblicato nel 1862 dall'Arciprete Gaetano Picconi, leggo veramente con piacere i nomi dei Roccatani che per ingegno e cariche sostenute lasciarono fama di sé, rendendosi in pari tempo benemeriti di quella terra, che loro diede i natali. Ricorda egli Gio. Pietro Angelini Avvocato della Curia Romana e nominato dal Pontefice Pio VI all'onorevole carica di Delegato. Apostolico per la formazione del Catasto Piano; ricorda pure Valentino Picconi Avvocato rotale, Saverio De Sanctis che nella qualifica di Governatore ne esercitò l'ufficio in più capoluoghi di mandamento, D. Antonio Picconi canonico e professore nel Seminario di Subiaco, D. Gio. Batta Delfini eletto all'onorevole ufficio di Giudice ed esaminatore nel Sinodo Abbaziale. Meritino speciale considerazione le due famiglie Delfini ed Angelini che in epoche anche remote seppero distinguersi, la prima col già ricordato Gio, Batta, con Domenico capitano assai stimato, con Saverio medico insigne, e con Gio. Batta: pittore, a cui devesi la doratura e pittura dell' organo e pulpito della chiesa parrocchiale. L'altra famiglia poi venuta in Rocca Ganterano verso la fine del secolo XVII, coltivò in ogni tempo lo studio delle scienze e delle lettere. Non mancarono in essa persone dotate di non comune coltura, come si dimostrarono Lodovico e Gaetano notai, e Luigi che esercitò l'ufficio di Cancelliere governativo in più città e di giudice processante nella Delegazione d'Orvieto. Onorata e perenne memoria lasciarono pure dopo di sé le famiglie Tuzi e Moretti che per più secoli, specialmente la prima, seppero conservare il primato dell'agiatezza. |
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