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"Posizione e descrizione del castello"
 

Rocca Canterano, situata sopra l'anzidetta isolata scogliera, lungi sei miglia da Subiaco, prese nella sua successiva trasformazione una forma oblunga. Dalla parte di mezzogiorno si presenta ora tutto il fabbricato che va gradatamente succedendosi con piacevole effetto alla vista; non così dalla parte di levante, ove per l'altezza della roccia tagliata a picco, veggonsi solamente le estreme abitazioni rettamente allineate. Due vie parallele con altri vicoli adiacenti apronsi in mezzo al paese, quasi tutto in declivio a causa della pendenza dei massi di pietra calcarea, su cui poggiano i fabbricati abbastanza solidi, belli e regolari.
Il paese è circondato intorno intorno da una catena di monti che, a lunghi intervalli, aprono il seno a sbocchi e a valli più o meno larghe e profonde, di amenissima veduta. Sotto un cielo ridente e salubre, esso guarda all' intorno quasi tutta la Badia. A mezzodì 1' occhio sollevasi alle altere vette di Monte Rufo, e poi alle varie e spesse giogaje dei colli coronati di alberi di varie specie, ove a destra e sinistra appaiono pressoché dodici castelli chiamati Guadagnolo, Pisciano, Capranica Rocca di Cave, Bellegra, Rocca S. Stefano, Rojate, Affile, Ponza e Canterano.
Nè di minore bellezza riesce a chi volge lo sguardo verso tramontana; ai verdi poggi segue giù giù un' immensa pianura, solcata in un lato dalla strada Valeria Sublacense e nell'altro dal fiume Aniene, Fanno corona in alto i Monasteri di S. Scolastica e del Sagro Speco, Subiaco colla sua maestosa rocca abbaziale, ed i castelli di Jenne,Cervara, Agosta, Marano, Roviano, Arsoli ed Oricola. Il panorama di questi luoghi deliziosi ed insieme solitari ed alpestri solleva nobilmente lo spirito e lo eccita ad esclamazioni di meraviglia e di stupore. Ivi la forza del sole di estate è temperata dalla freschezza del salubre clima, un po' rigido nell' inverno; ivi non esistono monti ed acque stagnanti che gli rechino ombre ed umidità.
Il viaggiatore che ebbe la fortuna di visitare altri paesi, se venisse ad aggirarsi fra le montagne ed i castelli abbaziali, crederebbe certo di trovarsi in mezzo ai pittoreschi gioghi delle Alpi, fra i borghi della Svizzera; ma quale contrasto stridente ! ! Colà si troverebbe fra tortuosi però agiati sentieri, fra strade rotabili e ferrovie funicolari che conducono alle più alte vette dei monti, a sontuosi alberghi, a ville e comodità senza pari; per giungere invece in mezzo a molte genti dell' Abbazia fa duopo sovente traversar burroni, sormontare scogliere, passare fra sterpi e spineti senza che le autorità municipali, almeno quelle di Rocca Canterano, siansi mai dato il minimo pensiero di riattare i malcostrutti stradelli dirupati dalle acque, dalle frane, e da altri mille accidenti, a cui andarono soggetti fin dall' epoca della primitiva costruzione. Fu vera fortuna che pochi anni or sono si ultimasse la costruzione della strada Empolitana, la quale partendo da Tivoli e traversando i territori di Costel Madama, Ciciliane, Cerreto e Gerano, venne quasi a rasentare le prime abitazioni di Rocca Canterano per scendere poi alla vallata dell'Aniene, ed ivi per mezzo di un grandioso ponte di ferro riunirsi alla Valeria Sublacense.
Ora trasandata la pubblica igiene, e negletta la nettezza delle strade, quale attrattiva rimane per la mia patria? Non poche sarebbero le famiglie ed anche le persone di mal ferma salute che da Roma correrebbero volentieri a respirare quell'aere puro e salubre; troverebbero colà abitanti d'indole franca ed accostumata, nonché numerose e comode abitazioni. Ma fatalità vuole che l'amministrazione comunale cada per lo più nelle mani d'individui che sanno ben poco apprezzare simili beneficii. Mi sia perdonata questa affermazione pel desiderio vivis-simo che la mia terra natale possa agl'altri servir di esempio, come lo è per l'attività ed agiatezza.