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"La Storia dei Monti Ruffi"
 

II territorio dei Monti Ruffì è compreso tra la valle del torrente Fiumicino e la valle del Fiume Aniene, un'area da tempo frequentata ed attraversata da percorsi di transumanza, testimoniati dalla localizzazione di siti archeologici di età variabile tra fi Paleolitico e l'Età dei metalli. Vari reperti sono stati rinvenuti nei fon-dovalle, in prossimità di corsi d'acqua o di sorgenti, o in ripari sotto la roccia, in corrispondenza quindi di probabili punti di sosta o di zone idonee all'insediamento umano. I reperti ritrovati sono tutti conservati presso il monastero di Santa Scolastica a Subiaco.
In particolare esisteva una direttrice principale che permetteva l'attraversamento dei Monti Ruffi, e che si estendeva dalla località Le Prata, ad ovest di Rocca Canterano, fino agli attuali ter-ritori di Anticoli Corrado e Saracinesco, attraversando Prato Marano e la Piana del Merro.
Nel territorio è possibile osservare siti con strutture dolmeni-che e pitture rupestri di colore rosso ocra, in località Morritana, a 700 m s.l.m., tra i paesi di Canterano e Rocca Canterano, ed in località Rocca Martino, a 730 m s.l.m., a nord del paese di Rocca di Mezzo. Inoltre è possibile osservare resti di mura poligonali, in grossi blocchi calcarei squadrati, situati nei pressi del cimitero di Canterano, e nell'abitato di Rocca Canterano, probabilmente testimonianza di una serie di fortificazioni dislocate lungo le dorsali montuose che dominavano la valle dell'Aniene. Tra il VI0 e IV° secolo d.C., prima della romanizzazione del territorio, i Monti Ruffi erano abitati dagli Equii che dal villaggio fortificato di Trebula Suffenas, localizzato in prossimità dell'attuale paese di Ciciliane, dominavano il territorio. I monti Ruffi furono per gli Equii un importante nodo viario, in quanto i territori da loro occupati si estendevano dalla media valle dell'Aniene fino agli attuali Monti del Cicolano.
In seguito alla conquista da parte dei Romani, avvenuta nel corso delle guerre tra Roma e Tivoli, di cui gli Equii erano alleati, Trebula fu eretta a municipio (1° secolo a.C.), comprendendo il territorio degli attuali Monti Ruffi. In questo periodo furono edificate numeroso ville rustiche, in genere localizzate lungo le principali vie di collegamento, verso NO, tra la Valle del Fiumicino e la Valle dell'Aniene, e che congiungevano i due grandi centri romani di Praeneste e Carsioli; lungo queste direttrici, che percorrevano territori ricchi di sorgenti, erano posizionate numerose cisterne, di cui una ancora visibile lungo il sentiero vallivo che collega Cerreto Laziale e Rocca Canterano. Del resto i Monti Ruffi derivano probabilmente il loro nome da "Rufus", che in epoca romana era un cognome molto diffuso nel territorio della Valle del Torrente Fiumicino.
Nel medioevo l'intera proprietà, denominata Massa Giovenzana, dal nome del torrente Fiumicino, anche detto Giovenzano, passò agli abati di Subiaco, e tra il IX° e X° secolo l'area fu interessata dal fenomeno dell' "incastellamento", con costruzione di Castelli in luoghi adatti alla difesa e all'aggregazione. Con le incursioni dei Saraceni e degli Ungari si ebbe un massiccio spostamento delie popolazioni delia campagna, al chiuso delle più sicure mura del castello.
Al processo di fortificazione dei borghi contribuì anche la lotta tra lo Stato Pontificio ed i baroni locali, le truppe di Federico Barbarossa e quelle di Corrado d'Antiochia ed i primi nuclei fortificati divennero vere e proprie roccaforti. Queste rocche erano disposte su alture situate nei pressi della importante strada che le collegava, praticata fino al 1700, e che attraversando la dorsale dei Monti Ruffi ricalcava in buona parte l'antica strada preromana. Tale strada dal Passo della Fortuna, nel territorio di Ciciliano, risaliva il colle di Rocca Saracinesco, dove una variante si dirigeva verso Anticoli e Marano, e puntava verso Sud toccando Rocca dei Surici, Rocca dei Murri, Rocca dei Mesiis, Rocca Martini, Rocca di Mezzo, Rocca Canterano e il castello di Canterano per arrivare, attraverso Rocca Conocla (situata nei pressi dell'attuale paese di Rocca Santo Stefano), all'Abbazia di Subiaco.
Molte di queste rocche scompariranno alla fine del XVI0 secolo, fatte distruggere da Papa Sisto V°, perché ritenute troppo deboli per fronteggiare gli attacchi dei banditi di Marco Sciarra; invece Saracinesco, Rocca di Mezzo, Rocca Canterano e Canterano costituiscono gli attuali abitati. Sono ancora ben visibili i ruderi di Rocca Martini, tra Rocca di Mezzo e Prato Marano, e avanzi dei muraglioni di Rocca dei Surici, sul versante nordovest di Monte Macchia, nei pressi dell'abitato di Saracinesco.
In seguito il territorio fu diviso in vari feudi, la cui proprietà passò tra le mani di diverse nobili famiglie che ampliarono e abbellirono i centri abitati. Ogni paese dei Monti Ruffi conserva ancora l'antico borgo medievale fortificato, arroccato intorno al castello baronale.